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Yoga Nidra: cos'è e quali sono i suoi benefici

Lo Yoga Nidra, chiamato anche Yoga del Sonno (Nidra, in sanscrito, significa sonno) è una pratica molto potente, di origine tantrica, dai numerosi benefici. È una pratica di meditazione e disintossicazione fisica ed emotiva, che consente di connetterci alla parte più profonda di noi stess*.

Particolarmente adatta per chi soffre di insonnia e di disturbi del sonno, ha numerosi benefici per tutti, in quanto ci conduce in uno stato di rilassamento profondo. Agisce sia sulla muscolatura (attraverso il rilassamento), sia sul sistema nervoso ed endocrino. Una pratica può durare dal 20 minuti fino a un’ora.

I benefici di circa 40/50 minuti di Yoga Nidra sono equiparabili a 4 o 5 ore di sonno. 

La pratica si svolge in posizione sdraiata, supina, e segue necessariamente una voce guida (quella dell’insegnante, che conduce). Per essere efficace, deve seguire una struttura che prevede alcune fasi ben definite e non modificabili.

Prima di cominciare la pratica, io suggerisco di fare alcuni esercizi o praticare un flow di asana, come il Saluto al Sole, al fine di riscaldare i muscoli prima di una lunga fase di immobilità, per ridurre la possibilità di formicolii o fastidi.

All’inizio della pratica la voce-guida indicherà di formulare, senza rivelarla, la propria intenzione (Sankalpa, in sanscrito, dove San significa “connessione con la verità” e Kalpa “voto o promessa”). Il Sankalpa deve essere positivo, ed espresso con una frase di senso compiuto al tempo presente (come se l’intenzione fosse già compiuta), per non creare una distanza temporale tra noi e la nostra intenzione. Se si ha difficoltà a individuare il proprio Sankalpa, io suggerisco di affermare a noi stess* “mi sto aprendo per acquisire una maggiore consapevolezza”.

Il concetto di Sankalpa era già presente nei testi antichi di filosofia yogica, i Veda e le Upanishad, per poi assumere un ruolo importante nello yoga contemporaneo grazie al maestro Satyananda, il quale realizzò che la mente è particolarmente ricettiva, e quindi particolarmente predisposta a far germogliare il seme del nostro proposito, durante il rilassamento profondo.

Il Sankalpa non equivale a un obiettivo materiale, ma a un proposito (ad esempio “sono presente a me stess*”, oppure “riuscirò in ciò che intraprendo”) che potrà aiutarci a cambiare alcuni aspetti della nostra vita di cui non siamo soddisfatt* o semplicemente ad andare avanti nel nostro percorso di crescita umana e spirituale.   

Dopo aver espresso il Sankalpa, la voce guida conduce attraverso la Rotazione della coscienza, portando l’attenzione alle diverse parti del corpo, al fine di rilasciare la tensione. In questo modo si arriva a uno stato di rilassamento profondo.

La fase successiva prevede il risveglio di sensazioni (fisiche o emotive) opposte, richiamando immagini in cui i praticanti “vivono” sensazioni opposte, come il caldo e il freddo, la secchezza e l’estrema umidità, la leggerezza e la pesantezza, allo scopo di equilibrare i due emisferi cerebrali e rilasciare tensioni emozionali.

Dopo, la voce guida condurrà attraverso alcune visualizzazioni, al fine di raggiungere un rilassamento ancora più profondo.

Infine, ai praticanti verrà indicato di tornare con l’attenzione al proprio Sankalpa espresso inizialmente.

La pratica si chiude con il risveglio.

I benefici della pratica si possono percepire immediatamente, grazie allo stato di rilassamento profondo che si raggiunge. 

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